Qual è il modo più veloce per trovare una colf?

Il miglior mezzo per cercare una colf è quello di navigare in rete e trovare le varie agenzie online che si occupano di proporre delle colf selezionate. Infatti, per cercare una colf, le agenzie online risultano essere particolarmente utili proprio perché ci permettono di poter conseguire un ottimo risultato senza dover perdere molto tempo.

Il più che oramai utilizzato termine colf, deriva dalla unione della parola “collaboratrice” e dalla parola “familiare”, e venne ad essere utilizzato per la prima volta nel lontano 1964 dalle Acli. Quindi, oramai da molto tempo, il termine colf è andato a sostituire tanto il termine donna di servizio quanto quello di domestica. È anche interessante notare che risale al 1973 quello che fu il primo contratto nazionale collettivo delle colf.

La valenza di questo lavoro è stata al centro, pochi anni fa orsono, anche di un dibattito svolto nell’incantevole cittadina svizzera di Ginevra. Infatti, nel corso dei lavori dell’organizzazione internazionale del lavoro, è stato chiesto, all’allora capo di stato italiano Giorgio Napolitano, di ratificare la “convenzione internazionale sulle lavoratrici e i lavoratori domestici”.

In quella occasione, inoltre, venne anche messo in evidenza come il silenzioso contributo delle colf non sia ancora sufficientemente riconosciuto nella storia italiana. È da notare, infatti, che il mestiere della colf ha avuto notevoli evoluzioni, modificando di fatto il proprio ruolo. Non per nulla, ai nostri tempi, non mancano colf che presso le case di molti italiani, oltre che occuparsi specificatamente dei lavoro domestico, prestano attenzione tanto a persone anziane bisognose di assistenza quanto si occupano dei bambini.

È di certo quello della colf un lavoro degno di ammirazione, per il quale si devono, chiaramente, attivare ogni possibili meccanismi volti a metterlo maggiormente in luce, andando, allo stesso tempo, a salvaguardare la figura della colf stessa. D’altra parte la colf è divenuta una delle lavoratrici maggiormente utilizzate nelle nostre case.

Badante sempre più necessaria per un aiuto in famiglia

Le persone in cerca di badante sono sempre di più. Non per nulla, la ricerca di una badante per aiutare in casa un anziano oppure una parente non più autosufficiente è di per sé un fenomeno in continua crescita.

Tanto le aspettative di vita quanto lo stesso stile di vita, a partire dalla seconda metà dello scorso secolo, sono di certo andate a modificarsi in maniera molto radicale, e questo ha anche coinvolto l’assistenza agli anziani. Infatti, molte famiglie hanno visto nella figura della badante una specie di rete di salvataggio, una sorta di sicurezza sociale.

Questa figura professionale, pertanto, è stata proiettata in una realtà nella quale, oltre che prestare assistenza e svolgere più ruoli, viene ad essere richiesto anche un aiuto sostanziale al fine di agire per effettuare un recupero morale e fisico di un anziano, il quale il più delle volte non è più autosufficiente. Se si guarda indietro ai primi anni del XX secolo, è chiaro che la portata dello stress al quale molte famiglie sono sottoposte è notevolmente aumentato.

La responsabilità di aiutare e supportare chi si trova, per una infinità di motivi, nella necessità di essere assistito, è difatti interamente sulle spalle delle famiglie. È stato, quindi, uno sviluppo del tutto naturale quello che ha visto la figura della badante diventare sempre più un sostegno, un aiuto per poter affrontare la questione.

Anche se la medicina ha fatto passi da gigante, determinate patologie croniche legate all’età possono diventare anche invalidanti. Ad esempio il morbo di Alzheimer, che colpisce circa il 50 per cento delle persone con una età superiore agli 85 anni, è solo una delle evenienze nelle quale è richiesto spesso la supervisione e l’assistenza.

La badante, a fronte di tutto ciò, è a lungo termine una delle migliori soluzioni per affrontare situazioni che richiedono assistenza. Grazie alle numerose agenzie online, il cercare una badante è divenuto molto più semplice.

Social Eating, il pranzo a “sorpresa” a casa propria

Addio ristorante? Anche nel nostro paese sta prendendo sempre più piede una tendenza proveniente dai paesi anglo sassoni: il social eating, in pratica una sorta di pranzo a sorpresa nella propria casa.

Questa particolare tendenza, infatti, prevede di andare a mangiare a casa di perfetti sconosciuti a prezzi che sono low cost e tutto questo anche grazie ai vari network del gusto. Non per nulla il social eating è anche chiamato pasto al buio, una ultima frontiera offerta dal web.

Vi sono già numerosi e particolarmente attivi network del gusto su internet, attraverso i quali si potrà trovare una miniera di informazioni su dove poter partecipare a questi tanto decantati social eating.

La formula è fondamentalmente semplice. Infatti, prevede che vi sia chi è disposto ad organizzare un pranzo mettendo a disposizione quelli che sono gli spazi di casa propria. Quindi, provvederà ad elaborare un menu, e poi andrà scegliere una data e fissare il prezzo, che in gran parte è formato da una sorta di contributo spese.

Con pochi clic, il potenziale ospite potrà prenotarsi e partecipare all’appuntamento che considera maggiormente goloso, andando a condividere il desco con dei nuovi conoscenti che potranno divenire anche amici grazie al social eating.

Uno dei punti di forza di questi avvenimenti, che in Italia hanno già il sapore glamour visto che per la maggior parte dei casi si tratta di pranzi organizzati da un amante della gastronomia che gioca un po’ a fare il grande chef, è dato dal poter mangiare in maniera casalinga ottimi cibi.

Tuttavia lo spirito del social eating, è un qualcosa che va oltre al cibo, in quanto rappresenta un momento di aggregazione di persone che possono anche non conoscersi e che davanti ad un bel piatto, magari tipico e regionale, curato fin nei più che minimi particolari si intrattengono a parlare del più e del meno.