Badante sempre più necessaria per un aiuto in famiglia

Le persone in cerca di badante sono sempre di più. Non per nulla, la ricerca di una badante per aiutare in casa un anziano oppure una parente non più autosufficiente è di per sé un fenomeno in continua crescita.

Tanto le aspettative di vita quanto lo stesso stile di vita, a partire dalla seconda metà dello scorso secolo, sono di certo andate a modificarsi in maniera molto radicale, e questo ha anche coinvolto l’assistenza agli anziani. Infatti, molte famiglie hanno visto nella figura della badante una specie di rete di salvataggio, una sorta di sicurezza sociale.

Questa figura professionale, pertanto, è stata proiettata in una realtà nella quale, oltre che prestare assistenza e svolgere più ruoli, viene ad essere richiesto anche un aiuto sostanziale al fine di agire per effettuare un recupero morale e fisico di un anziano, il quale il più delle volte non è più autosufficiente. Se si guarda indietro ai primi anni del XX secolo, è chiaro che la portata dello stress al quale molte famiglie sono sottoposte è notevolmente aumentato.

La responsabilità di aiutare e supportare chi si trova, per una infinità di motivi, nella necessità di essere assistito, è difatti interamente sulle spalle delle famiglie. È stato, quindi, uno sviluppo del tutto naturale quello che ha visto la figura della badante diventare sempre più un sostegno, un aiuto per poter affrontare la questione.

Anche se la medicina ha fatto passi da gigante, determinate patologie croniche legate all’età possono diventare anche invalidanti. Ad esempio il morbo di Alzheimer, che colpisce circa il 50 per cento delle persone con una età superiore agli 85 anni, è solo una delle evenienze nelle quale è richiesto spesso la supervisione e l’assistenza.

La badante, a fronte di tutto ciò, è a lungo termine una delle migliori soluzioni per affrontare situazioni che richiedono assistenza. Grazie alle numerose agenzie online, il cercare una badante è divenuto molto più semplice.

Social Eating, il pranzo a “sorpresa” a casa propria

Addio ristorante? Anche nel nostro paese sta prendendo sempre più piede una tendenza proveniente dai paesi anglo sassoni: il social eating, in pratica una sorta di pranzo a sorpresa nella propria casa.

Questa particolare tendenza, infatti, prevede di andare a mangiare a casa di perfetti sconosciuti a prezzi che sono low cost e tutto questo anche grazie ai vari network del gusto. Non per nulla il social eating è anche chiamato pasto al buio, una ultima frontiera offerta dal web.

Vi sono già numerosi e particolarmente attivi network del gusto su internet, attraverso i quali si potrà trovare una miniera di informazioni su dove poter partecipare a questi tanto decantati social eating.

La formula è fondamentalmente semplice. Infatti, prevede che vi sia chi è disposto ad organizzare un pranzo mettendo a disposizione quelli che sono gli spazi di casa propria. Quindi, provvederà ad elaborare un menu, e poi andrà scegliere una data e fissare il prezzo, che in gran parte è formato da una sorta di contributo spese.

Con pochi clic, il potenziale ospite potrà prenotarsi e partecipare all’appuntamento che considera maggiormente goloso, andando a condividere il desco con dei nuovi conoscenti che potranno divenire anche amici grazie al social eating.

Uno dei punti di forza di questi avvenimenti, che in Italia hanno già il sapore glamour visto che per la maggior parte dei casi si tratta di pranzi organizzati da un amante della gastronomia che gioca un po’ a fare il grande chef, è dato dal poter mangiare in maniera casalinga ottimi cibi.

Tuttavia lo spirito del social eating, è un qualcosa che va oltre al cibo, in quanto rappresenta un momento di aggregazione di persone che possono anche non conoscersi e che davanti ad un bel piatto, magari tipico e regionale, curato fin nei più che minimi particolari si intrattengono a parlare del più e del meno.